Faenza diventa polo di studio

Faenza diventa polo di studio: nasce il corso UniBo “Gestione dei rischi naturali per un territorio resiliente”

Una risposta concreta al clima che cambia 

Di fronte all’emergenza climatica, il territorio reagisce puntando sulla competenza. Da metà settembre a metà dicembre 2025, i locali di Faventia Sales a Faenza ospiteranno il nuovo Corso di Alta Formazione (CAF) dell’Università di Bologna, intitolato “Gestione dei rischi naturali per un territorio resiliente”. Promosso dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica Ambientale e dei Materiali, il percorso post-lauream mira a formare figure specializzate nella difesa idraulica e nella messa in sicurezza del territorio.

Faenza: un simbolo di ripartenza 

La scelta della sede non è affatto casuale, ma è portatrice di un messaggio profondamente simbolico. Faenza rappresenta l’emblema delle recenti tragedie legate al maltempo, essendo stata duramente colpita da ben quattro eventi alluvionali in un arco di soli diciotto mesi, tra il maggio del 2023 e l’ottobre del 2024. Portare le aule di Ingegneria proprio in questi spazi significa ripartire da dove l’emergenza si è fatta sentire con più forza, per progettare un futuro più sicuro.

Lezioni in aula e sul campo 

Il corso prevede un approccio ibrido e fortemente pratico per i circa 30 partecipanti ammessi. Accanto alle canoniche 100 ore di didattica, gli studenti saranno coinvolti in sopralluoghi e visite sul campo che vedranno l’attiva collaborazione di enti pubblici e privati. Un modo per toccare con mano le criticità idrogeologiche e imparare a gestire la prevenzione in modo diretto e integrato.

Il patto tra Regione e Università 

Questa iniziativa accademica fa parte di una strategia più vasta, sancita da un nuovo accordo quadro firmato di recente tra la Regione Emilia Romagna e l’Università di Bologna per combattere il dissesto idrogeologico. L’obiettivo condiviso dalle istituzioni è quello di instaurare una collaborazione basata su un costante scambio di dati e informazioni: prevedere e mitigare i rischi naturali è ormai fondamentale per proteggere le comunità, le infrastrutture critiche e il tessuto agricolo e industriale della regione.

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